Comuni partner della Fondo Terre dei Varano
Camerino
| Camerino, in provincia di Macerata, si trova a 670 metri di altitudine, a cavallo tra le valli del Potenza e del Chienti e a poca distanza dai rilievi dei Monti Sibillini. La posizione di dominio ha permesso alla città di mantenere per lungo tempo una notevole autonomia da tutti i centri di potere del territorio circostante, fin dai tempi dell’assoggettamento al dominio romano. Per molti anni Camerino ha svolto un ruolo importante nella storia politica e culturale dell’Italia centrale, specie nei secoli in cui la signoria dei Da Varano governò la città, improntando l’attuale aspetto urbanistico e favorendo lo sviluppo dell’università che è ancora oggi uno dei fiori all’occhiello della città. La conformazione urbana della città medievale è visibile anche ai giorni nostri. Di epoca medievale è anche la grande opera difensiva dell’Intagliata, fortificazione di circa 10 chilometri realizzata alla fine del XIV secolo. |
![]() |
Il duomo è stato pesantemente colpito dal terremoto che due secoli fa rase al suolo gran parte della città, Camerino. Accanto alla chiesa si trova il Palazzo Arcivescovile, con i suoi portici e le sue forme rinascimentali. Al suo interno è possibile visitare il museo
![]() Teatro Filippo Marchetti
|
diocesano “Giacomo Boccanera”. Il Palazzo Ducale è stato la dimora della signoria dei Da Varano, oggi è la sede dell’Università di Camerino. Dal cortile rinascimentale e dalle terrazze si gode di un bel panorama dei Monti Sibillini. Prendendo l’Arengo, oggi corso Vittorio Emanuele II, a pochi metri dalla piazza si trova il Palazzo Bongiovanni con pregevoli stanze decorate. Oggi è la sede del Comune di Camerino. All’interno del palazzo si trova l’ottocentesco teatro Filippo Marchetti. La chiesa di San Filippo, chiesa barocca, restaurata di recente, all’interno della quale è conservata la tela “Madonna e San Filippo Neri” di G.B. Tiepolo, si trova vicino alla chiesa di San Giovanni in Peschiera. Il complesso del Convento di San Domenico, edificato dopo il sacco svevo del 1259 nel borgo San Venanzio, ha subito nel tempo diversi |
Cesare Borgia, il famigerato Duca di Valentino celebrato da Machiavelli, ha lasciato una significativa traccia del suo passaggio:
| la Rocca Borgesca. Una passeggiata per i colli e la campagna che contornano Camerino può essere l’occasione per ammirare l’imponente opera difensiva che i Da Varano realizzarono edificando rocche, castelli, pievi e centri fortificati. |
![]() Rocca Varano
|
Bolognola
| Una leggenda popolare di tradizione orale, attribuisce la fondazione delle tre "ville" che compongono l’abitato del paese a tre esponenti dell'aristocrazia bolognese del tardo Medioevo: un Pepoli, un Bentivoglio ed un Malvezzi; costoro, dopo lungo peregrinare sarebbero giunti nel Camerte ed avrebbero ottenuto la concessione di questo lembo della vallata. Qui avrebbero fondato, uno per ciascuno, i primi tre nuclei abitativi da cui avrebbe poi avuto origine il paese di Bolognola, così chiamato per omaggiare la loro patria. La cima più alta nel suo territorio, interamente compreso nel Parco Nazinale dei Monti Sibillini, è il Monte Rotondo, sotto la vetta del quale si apre l'inaccessibile forra dell'Acquasanta, con l'omonima e splendida cascata naturale. L'attuale centro abitato è ancora costituito nei tre nuclei nomitati dalla leggenda: Villa da Capo (Villa Malvezzi) a sud, Villa di Mezzo (Villa Pepoli) e Villa da Piedi (Villa Bentivoglio) a nord. A Bolognola è possibile visitare il Palazzo Primavera a Villa da Piedi, uno dei più antichi edifici non religiosi del borgo, risalente al XVI secolo, con pareti e soffitti decorati e dove si effettuava la lavorazione |
![]() |
e tintura di lane pregiate (si possiedono memorie di stoffe di lana scarlatta esportate in Inghilterra), attività svolta dalla famiglia Primavera.

Panorama
Il Palazzo Maurizi, sede comunale, con decorazioni realizzate nel 1824. Le stanze del lato posteriore del palazzo sono convenzionalmente individuate, in base alle loro rispettive decorazioni, con i nomi di Sala delle Sfingi (quella che funge da atrio del piano) a sinistra della quale si aprono la Sala della Creazione, e la Sala delle Meduse, mentre a destra di essa si susseguono, anch’esse collegate dall'infilata delle porte, la Sala di Giove e la Sala di Abramo. Le stanze prospicienti la facciata, più grandi delle precedenti, sono due: la Sala di Diana o Sala Azzurra ed il più ampio Salone dei Centauri.
Mulino vecchio
|
La chiesa di S. Nicolò (Villa da Piedi), la cui costruzione è collocabile tra la seconda metà del XVI e l'inizio del XVII secolo, conserva al suo interno un antico organo a mantici risalente al Settecento. La chiesa S. Maria delle Grazie (Villa da Capo), dal punto di vista architettonico e decorativo, è la più notevole di Bolognola. L'anno della sua fondazione è riconducibile al 1630. All’interno troviamo varie decorazioni e statue in stucco che rappresentano una |
E' anche visitabile un vecchio mulino a pietra risalente agli anni '20. Trattasi di un mulino di notevoli dimensioni che permetteva la macinatura del grano e del granturco non solo per il fabbisogno della popolazione di Bolognola, ma anche per gli abitanti dei paesi limitrofi.
Pievebovigliana
| Adagiato in collina a 439 s.l.m., Pievebovigliana è un paese pedemontano dei Monti Sibillini, in parte compreso nell’omonimo Parco Nazionale, che costituisce un felice esempio dei tanti piccoli centri che costellano le campagne italiane. Pievebovigliana ha un’origine antichissima: insediamenti, vasellame del neolitico, materiale fittile appartenente all’età del ferro, dimostrano che l’uomo primitivo scelse a sua dimora la valle del Chienti e dei suoi affluenti, tra cui il Fornace, da cui parte la storia del paese. Nel suo territorio, le ricche testimonianze di ogni epoca storica si confrontano con la bellezza di una natura incontaminata, in un delicato scenario di armonia. Il fascino del territorio di Pievebovigliana, da sempre crocevia di popoli, si deve alla sua posizione mediana. Con i suoi torrenti, i suoi laghi e le ampie vallate, incastonate tra colli e monti, esso offre il tipico paesaggio di media ed alta collina che caratterizza il versante adriatico della dorsale appenninica. |
![]() |
Da un lato si aprono le vallate che conducono alla fertile pianura marchigiana, dall’altro, risalendo a ritroso quelle stesse valli, si accede ai primi pascoli montani, preludio del peculiare paesaggio dei Monti Sibillini.

Panorama
Chi arriva a Pievebovigliana, non può non risalire le suggestive vie e scalinate del castello, che costituisce il centro storico del capoluogo. Del castello, distrutto nel 1528, restano solo alcune costruzioni, mentre è ancora chiaramente leggibile l’antica struttura a forma di "vascello". Tra le case dell’insediamento, che conserva il suo impianto urbanistico medioevale, tutte ristrutturate, si aprono scorci pittoreschi e suggestivi. Nel cuore del centro storico, si trova la chiesa di Santa Maria Assunta con cripta risalente all’XI secolo. A ridosso delle antiche mura castellane si trovano i resti dell’antica gualchiera-tintoria, aperta nella prima metà dell’Ottocento, all’interno della quale venivano svolte le ultime fasi della lavorazione dei panni tessuti a mano.
Castello di Beldiletto
|
Al capoluogo fa da cornice un paesaggio incantevole, che assume colori, atmosfere e aspetti diversi ad ogni stagione, ed è ricco di gioielli artistici ed architettonici collocati in vari punti del territorio: la chiesa romanica di San Giusto dell’XI secolo (uno dei più importanti monumenti del romanico marchigiano); il castello di Beldiletto (costruito nel Trecento da Giovanni da Varano come fortificazione e poi trasformato in sontuosa villa rinascimentale nel secolo successivo da Giulio Cesare); la chiesa e il convento di San |
| Tutta la storia economica, sociale ed artistica del territorio comunale, dall’età preistorica ad oggi, è ripercorsa nel piccolo ma interessante museo allestito all’interno del palazzo municipale. Disposto su due piani, esso è composto dal Museo Archeologico "Valerio Cianfarani", dal Museo Civico "Raffaele Campelli", dal Museo Storico del Territorio, dalla Raccolta Gino Marotta e dallo spazio espositivo dedicato a Filippo Marchetti, dalla Collezione di xilografie di Maria Ciccotti. Il Museo Archeologico raccoglie i reperti ritrovati nel territorio comunale, tra i quali si segnalano un vago antropomorfo in pasta vitrea di produzione fenicio-punica del IV secolo a.C. e una testina femminile in argilla, appartenente alla tradizione medio-italica del III-II secolo a.C. |
![]() Museo Civico "Raffaele Campelli"
|
Centro storico
|
le sue opere più importanti, mentre nelle bacheche sono posti alcuni documenti originali (partiture, lettere autografe, libretti, ritratti e fotografie). Nella Collezione Maria Ciccotti, infine, è esposta l’intera produzione di xilografie, con i legnetti originali e i relativi strumenti di lavoro, di questa importante artista di Pievebovigliana, attiva soprattutto tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento. Animatrice culturale dell’artigianato locale, alla prof.ssa Ciccotti si deve anche la riscoperta della tessitura con telaio a mano, che oggi rivive nel locale laboratorio artigianale, dove si confezionano preziosi tessuti con la tradizionale tessitura su telaio con tecnica a liccetti, che vanta secoli di tradizione nel territorio comunale. Molto ampia è l’offerta delle strutture ricettive e di ristorazione: agriturismi, country house, bed and breakfast e ristoranti, garantiscono accoglienza e propongono prodotti tipici locali durante tutto l’anno. |







